Manovra del governo: “Italia più rischiosa della Grecia”

Il Financial Times sentenzia: è Roma la mina più pericolosa dell'Eurozona. Manovra non sta portando i risultati sperati.

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Italia Conte Eurozona

La manovra del governo giallo rosso non sta portando i risultati sperati. È la disamina della stampa inglese, o più precisamente del Financial Times. Il quotidiano della City ha definito l’Italia più rischiosa della Grecia e, di conseguenza, come il Paese più pericoloso dell’Eurozona.

L’autorevole testata riporta i rendimenti di giovedì 7 novembre dei bond greci a 10 anni e li confronta con gli equivalenti titoli italiani, mettendo in evidenza come i primi siano pari a 1,10% ed i secondi all’1,16%. Questo accade per la prima volta dal 2008.

La disamina del Financial Times continua sostenendo che “l’economia italiana rimane impantanata in una crescita lenta; sebbene S&P valuti che il debito ​​italiano offre migliore garanzie rispetto a quello greco, l’Italia ha un outlook negativo”.

Dopo i recenti accadimenti inerenti all’Ilva di Taranto, il governo dovrà mettersi seriamente al lavoro per evitare che l’Italia risulti agli occhi di tutti come un Paese in crisi, fanalino di coda dell’area euro.

Commissione UE stima Pil Italia stagnante nel 2019

Come se non bastasse, arrivano anche le stime della Commissione europea a confermare l’andamento negativo dell’Italia ed a far preoccupare ancora di più i cittadini. Le stime pubblicate in merito all’economia italiana, infatti, vedono una stagnazione del Pil per il 2019, pari allo 0,1%, e dei rallentamenti per gli anni successivi.

Più nel dettaglio, le stime vedono ora uno 0,4% per il 2020 ed uno 0,7% per il 2021 rispetto ai precedenti che erano relativamente stimati allo 0,7% ed all’1%.

Infine, un altro attacco al governo arriva da “Il Giornale”. La testata – di parte e di idee conservatrici – si chiede “come commenteranno queste parole Luigi Di Maio, Giuseppe Conte, Stefano Patuanelli e tutti gli altri che pur di rimanere incollati alla poltrona hanno siglato un patto fuori da ogni logica?”

“Staremo a vedere”. Intanto, i dati per l’Italia parlano chiaro. “Contro ai numeri non si può andare. Ma sicuramente anche per questo problema avranno una scusa”.

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1 commento

  1. Elmoamf

      

    Premessa… Innanzitutto è colpa di Normal che con le sue lusinghiere parole proferite nei miei confronti nei giorni scorsi, in qualche modo mi ha riattirato dolosamente (ahahaha) nell’arena. E nonostante sia sinceramente dell’opinione di non merirarle affatto… al tempo stesso mi accingo ad esprimere, da benemerito tuttologo qual sono, il mio non richiesto parere anche quest’oggi. Il discorso quindi riprende dal tema abbozzato ieri sulla questione Ilva. Politica, partiti e Mercato. Ovvero politica e istituzioni, per lo più strutture sovrannazionali, di natura politica ma soprattutto di marcato “giogo” privato. La politica del terzo millennio è infatti ed ineffabilmente (per me che scrivo e teorizzo) una politica d’affari ove non esisono più le parti sociali e la ricerca necessaria di un equilibrio nel viver comune quotidiano… ma solo una lotta spietata tra opposti interessi, per lo più personali, individuali, di potere eccessivamente concentrato in mano a pochi ovvero a strutture invisibili, inscalfibili, inespugnabili… erette autocraticamente, senza alcuna base effettivamente e sostanzialmente democratica. Per questo fa più paura un commento dell’ “autorevole” FT che la possibile tragedia sociale, salutare ed ambientale dei cittadini pugliesi e di quelli di Taranto in particolare. Il sistema mondo si fonda oggi su inequivocabili regole finanziarie che hanno priorità rispetto a qualsiasi altra esigenza esistenziale. Regole che vogliono far crederci siano da considerare sacre ed inviolabili poiché proprie e basilari della presunta tenuta e  coesione tra individui, tra popoli, tra stati e continenti… Regole il cui unico, preciso, deliberato e spesso palese scopo è in realtà quello di alimentare le stesse disuguaglianze e coercizioni che si dice a parole di voler combattere ed eradicare. Un processo ed un’architettura di sistema volto a gatantire il potere a quei pochi che tutt’ora lo detengono, animati da un perverso delirio d’onnipotenza. Il nocciolo fondamentale del contendere, il punto infinitamente debole dell’equazione… risoede però ahimè… non in un tale delirio “stucchevole” ma nell’idiozia di coloro che se ne lasciano abbindolare. I quali oltretutto s’immolano, non solo simbolicamente, platealmente e plasticamente per il bene dei loro prezzolati idoli ‘Numeri”… ma offrono ogni giorno coscientemente il proprio costato e la propria idiozia in dono al prossimo, forgiando le menti e le opinioni “sottomesse” degli idioti di domani!
     
    Un saluto.
     
    Elmoamf