“Rimetti a noi i nostri debiti”

Il nuovo libro di Luca Ciarrocca, con due proposte radicali: il QE per la gente (non per le banche) e un giubileo generale del debito. Per scongiurare un …

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Il nuovo libro di Luca Ciarrocca, con due proposte radicali: il QE per la gente (non per le banche) e un giubileo generale del debito.

Per scongiurare un altro cataclisma economico globale e ridurre le enormi disuguaglianze alimentate dalle ultime crisi finanziarie, il primo passo da compiere è quello di accordarsi per un giubileo del debito. Il secondo, al fine di ristabilire un minimo di giustizia morale tra cittadini e oligarchia di ultraricchi e banchieri, è il varo di un programma di Quantitative Easing per la gente che stoppi gli attuali piani delle banche centrali volti a salvare soltanto i grandi istituti finanziari loro azionisti, mentre le popolazioni vengono lasciate alle prese con tasse sempre piu’ alte, tagli al welfare e recessione perenne.

Sono le due principali proposte per risanare l’economia globale presentate da Luca Ciarrocca, giornalista e scrittore, oggi direttore di Wsi.co, fondatore nel 1999 ed ex direttore di Wall Street Italia fino al 2014. Nel suo nuovo libro “Rimetti a noi i nostri debiti”, Ciarrocca chiede la cancellazione o per lo meno la ristrutturazione dei debiti pubblici, a cominciare dalla Grecia ormai fallita e costretta per i prossimi 20 anni all’austerity. E chiede il QE per la gente, un piano concordato per finanziare i progetti, le spese e i consumi di piccole imprese e famiglie, anziché utilizzare i soldi delle banche centrali (Fed e Bce) come avviene oggi, solo per gonfiare i profitti di banche commerciali e multinazionali quotate. Il QE di Draghi arricchisce i ricchi, in particolare chi fa affari nel mondo della finanza, e lascia le briciole agli altri. La classe media – come ben sappiamo in Italia – si e’ impoverita e a stento sopravvive.

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“Una nuova lotta di classe contro le oligarchie bancarie”, cosi’ viene presentato dalla casa editrice Guerini il nuovo saggio, che si legge tutto d’un fiato, in cui viene chiesta la cancellazione dei debiti come possibile strada per la ripresa e lo sviluppo sostenibile delle economie in crisi come quella italiana e greca. Con una prefazione di Giulio Sapelli (storico dell’economia e professore ordinario di Storia economica presso l’Università degli Studi di Milano) e il sostegno delle opinioni di illustri economisti come Krugman, Stiglitz, Friedman, Rogoff, Reinhart e Sachs, il libro denuncia uno stato di emergenza, anche sul piano politico, non solo economico finanziario.

Il concetto è molto semplice: il debito soffoca la crescita e impoverisce i cittadini, per via dell’enorme quantita’ di denaro da pagare in miliardi per il servizio del debito stesso (l’Italia paga 65 miliardi di euro di interessi all’anno, secondo i calcoli di Ciarrocca). Piu’ debito, equivale a piu’ tasse. Per una ripresa sana, l’unica soluzione è ripartire tutti da zero. Uno scenario che terrorizza i grandi affaristi e leader politici del mondo industrializzato, che si sono giovati come oligarchia al potere dei piani straordinari di allentamento monetario attuati dalla Federal Reserve dal 2008 e dalla Bce dal marzo 2015 (anche le banche centrali di Cina e Giappone hanno infuso centinaia di miliardi di dollari nelle loro economie).

“E’ stato veramente scandaloso dare tutti i soldi alle megabanche e non ai cittadini”, dichiara intervistato da Ciarrocca il premio Nobel Joseph Stiglitz, tra gli autorevoli economisti nel libro. E non rimane molto tempo per scongiurare lo scoppio di una nuova bolla finanziaria come quella dei mutui subprime che nel 2008 porto’ all’apocalisse globale e all’attuale recessione.

Oltre alle due proposte radicali di un Quantitative Easing per la gente e di un giubileo generale del debito (che potrebbe essere supportato da Papa Francesco nel corso del Giubileo di Roma a partire dall’8 dicembre 2015), nel libro viene affrontato il caso unico del debito pubblico italiano. Si tratta tuttora di uno dei maggiori rischi sistemici per l’economia globale.

Con un passivo di bilancio da oltre 2,2 trilioni (2.200 miliardi di euro), il piu’ alto nei 28 paesi dell’Unione Europea, l’Italia è considerata la nazione che piu’ minaccia l’economia e i mercati mondiali, secondo il Fondo Monetario Internazionale che ha pubblicato nel giugno 2015 un report divulgato nel dettaglio in “Rimetti a noi i nostri debiti”.

Il Fmi, secondo Ciarrocca, segue un criterio matematico da cui si deduce che il governo di Matteo Renzi dovrebbe intervenire immediatamente e senza perdere ulteriore tempo per ridurre o ristrutturare il debito pubblico italiano, in un’operazione concordata con le autorità Ue. In particolare ora che i tassi di interesse sono ai minimi storici.

Solo cosi’ si potrà evitare che Roma si trovi nella stessa situazione di pericolo in cui si è trovata Atene, con la differenza che nel caso dell’Italia, la terza potenza economica dell’area euro, un default sarebbe cento volte piu’ esplosivo per l’economia globale, di fronte a scenari di improvviso e drammatico peggioramento della congiuntura economica simili a quelli dell’estate/autunno 2011. L’Italia fu ad un passo dal default caotico, con i tassi sui titoli di stato al 7%, i Btp sotto attacco da parte delle banche tedesche, nelle drammatiche settimane in cui fu defenestrato il governo di centro-destra di Silvio Berlusconi, inviso alla Troika di Bruxelles.

Il secondo aspetto clamoroso di “Rimetti a noi i nostri debiti” riguarda un capitolo inedito sulla BIS o BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali) di Basilea, la super Banca centrale che raggruppa 60 banche centrali mondiali, il club esclusivo dei “padroni del mondo”, caposaldo nel disegno futuristico di un potere antidemocratico ed elitario di cui Ciarrocca parla a lungo anche nel suo libro precedente, titolato proprio I Padroni del Mondo, pubblicato da Chiarelettere nel 2013 e ristampato in 5 edizioni.

“La BRI ha una storia perfetta per i maniaci del cospirazionismo – scrive il direttore di wsi.co – creata nel 1930 ha non solo un ruolo di originatrice nel processo di creazione della moneta unica europea ma, per quanto nessuno ne parli, ha radici dirette con il Terzo Reich di Hitler“. La Banca centrale delle banche centrali, di cui Fed e Bce sono leader incontrastate, avrebbe quindi nel suo DNA cellule pericolosamente “amorali” perché appunto macchiate dal nazismo.

Il progetto di controllo tecnocratico e anti-democratico da parte di un’elite di banksters con disegni di dominio globale – denuncia Ciarrocca – è davvero inquietante e passa ben al di sopra di governi e parlamenti, mentre i partiti (anche quelli di opposizione che dovrebbero invece condurre una battaglia dura e radicale) ignorano gli elementi essenziali della questione. Spezzare questo predominio è cruciale.

di Cesare Mais

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2 commenti

  1. ronin

      


    libro interessante ben scritto…

  2.   

    […] morale tra cittadini e oligarchia di ultraricchi e banchieri, tramite il varo di un programma di Quantitative Easing per la gente che stoppi le banche centrali come Fed e Bce volti esclusivamente a salvare i grandi istituti […]