Soldi: l’81% degli investitori privati non si fida del risparmio gestito

Quasi la metà dei risparmiatori rinuncia a rendimenti più elevati scegliendo soluzioni di investimento fai-da-te La ricerca mette in luce le preoccupazioni degli investitori privati circa i costi …

  • Quasi la metà dei risparmiatori rinuncia a rendimenti più elevati scegliendo soluzioni di investimento fai-da-te
  • La ricerca mette in luce le preoccupazioni degli investitori privati circa i costi e la trasparenza dell’industria dei servizi finanziari

Secondo una recente ricerca condotta da MoneyFarm, la società di consulenza finanziaria online, l’81% degli investitori privati pensa che una consulenza finanziaria abbia come primo obiettivo quello di generare commissioni per l’industria del risparmio gestito piuttosto che mirare a realizzare maggiori performance degli investimenti stessi.

La ricerca di MoneyFarm indica anche come gli alti costi di gestione inizino ad essere percepiti come un problema e come una parte sostanziale di investitori stia volgendo le spalle alla consulenza finanziaria puntando a un approccio fai da te per la gestione dei propri investimenti.

I consumatori sono sempre più in guardia circa i costi elevati e la mancanza di trasparenza di alcuni gestori di fondi attivi (spesso a ragion veduta).

Quasi un investitore su due (46%) ritiene che gestire in autonomia i propri investimenti offra loro il miglior rapporto qualità-prezzo con il rischio di andare a rinunciare al maggiore ritorno sul lungo periodo che una consulenza qualificata, efficiente e trasparente potrebbe garantire.

Una situazione che, a meno che non ci sia una revisione dei costi a livello di sistema, vedrà i risparmiatori sempre più orientati a non utilizzare una consulenza professionale, rischiando, di conseguenza, di conseguire rendimenti più bassi nel lungo termine.

Paolo Galvani, Co-fondatore e Presidente di MoneyFarm, commenta: “L’innovazione tecnologica dà la possibilità oggi agli investitori di non dover pagare commissioni elevate per garantirsi un servizio di prima classe. I costi alti (e spesso pochi trasparenti) fanno sì che molti investitori rinuncino a un servizio di gestione patrimoniale e cerchino di fare tutto da soli ma la realtà è che senza una asset allocation professionale, questi rischino gravi sotto performance”.

“Conseguire rendimenti a lungo termine è un processo complesso e gli investitori possono davvero beneficiare del supporto offerto da un aiuto professionale, anche solo per un elemento apparentemente semplice come la composizione di un portafoglio adeguatamente diversificato.”

La ricerca dice che un terzo (33%) dei risparmiatori non cerchino consigli da parte di un professionista perché ritengono che le spese di gestione saranno troppo costose.

Paolo Galvani risponde a questo proposito: “Questo è un problema che deve essere discusso e risolto. I prodotti devono essere più economici, i costi che non generano un reale valore devono essere eliminati e gli investitori devono avere più visibilità sul come siano investiti i loro soldi, su quali operazioni vengano fatte quotidianamente e quali siano i risultati della gestione”.

“Fin quando questo non accadrà, gli investitori continueranno a girare le spalle alla consulenza professionale: l’inevitabile il risultato finale sarà che i loro risparmi non saranno gestiti in maniera ottimale e i rendimenti finali ne soffriranno di conseguenza.”

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