Draghi delude, denaro a -0,30%, QE esteso fino al marzo 2017. E l’euro sale invece di scendere

Bce inefficace, il mercato boccia la politica monetaria europea. Eur/Usd si rafforza a $1,0862, dollaro cala. Mario Draghi  continua l’allentamento quantitativo (QE) perseguito dalla Banca Centrale Europea, proprio …

Bce inefficace, il mercato boccia la politica monetaria europea. Eur/Usd si rafforza a $1,0862, dollaro cala. Mario Draghi  continua l’allentamento quantitativo (QE) perseguito dalla Banca Centrale Europea, proprio mentre la Federal Reserve sta per alzare i tassi (Tassi: Fed li alza, Bce li abbassa. Euro verso la parità con il dollaro) senza tuttavia convincere. La Bce ha esteso al marzo 2017 l’acquisto di titoli (rispetto al precedente settembre 2016), aumentato il tipo di bond e asset (di solito “tossici”) che vengono acquistati sul mercato e infine tagliato il tasso sui depositi da -0,20% a -0,30%, come previsto alla vigilia. Resta invece invariato allo 0,05% il tasso principale di rifinanziamento. Scende dunque in territorio sempre più negativo il tasso applicato sui depositi delle banche commerciali dell’area euro presso la Bce.

Ma Draghi non ha dato la notizia che tutti si aspettavano, infatti non cresce l’ammontare di titoli acquistati. La Bce avrebbe potuto aumentare il ritmo mensile degli acquisti, dagli attuali 60 miliardi in su. Draghi ha spiegato che la Bce non ha aumento il ritmo mensile degli acquisti, alla luce della “continua ripresa economica” in Europa. Grande delusione del mercato finanziario, che non ci crede, anche per via dell’inflazione ancora molto bassa, con i rendimenti dei bond europei pesantemente sottozero. Le decisioni di oggi sono state prese “a larga maggioranza” ha detto Draghi, il che ovviamente implica che qualcuno nel board della Bce ha votato contro (quasi certamente i tedeschi, con Jens Weidmann in testa, e i paesi nordici). “Senza le nostre misure l’inflazione sarebbe inferiore di -0,50% nel 2016 e di 1/3 inferiore nel 2017”, ha detto Draghi.

Dopo l’anuncio l’euro ha toccato il massimo di due mesi, vicino a quota 1,09, i tassi sui titoli di stato Usa sono tutti schizzati in rialzo.

Commento a caldo di SaxoBank:

Il meeting BCE di oggi ha chiaramente offerto meno di quello che ci si aspettava.   In sintesi: solo 10 bp di taglio al tasso di deposito dopo che il mercato attendeva per un taglio maggiore o per una sorta di tasso two- tier, un programma di acquisto di asset prolungato solo fino a marzo 2017 invece che a metà o fine 2017 (l’attuale scadenza era fissata per settembre 2016), nessuna espansione nell’ammontare di acquisti del QE ma apertura all’acquisto di titoli di debito regionali. A completare il quadro, un modesto aumento del PIL nel 2017, +1,9% invece del precedente +1,8%.  Sembra un vero “shock” dopo che la BCE pareva pronta a mettere molto di più sul tavolo dei mercati, nonostante il linguaggio del Governatore Draghi reiterasse l’affermazione che la ”BCE è armata e con desiderio di agire con tutti gli strumenti in suo possesso se necessario”. EURUSD ha rotto la resistenza di 1,0800 e si potrebbe aprire la strada verso la soglia di 1,1000, strada che potrebbe essere imboccata qualora i dati sui Nonfarm Payrolls di domani (attesi +200k, precedente +271k) deludessero le attese.

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(Teleborsa) – Dopo l’intervento scontato della BCE, che ha tagliato il tasso sui depositi, il Presidente Mario Draghi, come promesso, ha annunciato altre misure di stimolo per l’economia nella tradizionale conferenza stampa che è seguita al meeting odierno.

Draghi ha spiegato che la nuova strategia di politica monetaria si fonda su quattro punti: innanzi tutto un taglio del tasso sui depositi che era già negativo di 10 punti base a -0,30%; in secondo luogo è stato deciso di estendere la scadenza del programma di quantitative easing da settembre 2016 a marzo 2017; terzo punto si è deciso di reinvestire alla scadenza i capitali investiti e poi liberati dal QE; quarto punto, si è deciso di includere fra gli asset acquistabili anche i debiti delle amministrazioni locali e regionali dei singoli Stati membri dell’Eurozona.

Esiste anche un quinto strumento della strategia complessiva, che riguarda le aste a 3 mesi (LTRO), che la BCE ha deciso di continuare a condurre.

Le decisioni di oggi sono state prese per riportare l’inflazione attorno ad un livello accettabile ed ancorare le aspettative di medio termine al target fissato del 2%. Esistono – ha spiegato Draghi – rischi al ribasso sull’inflazione, a causa dei prezzi energetici e di pressioni esterne. “Le nostre decisioni – ha detto – rafforzano l’impulso della ripresa economica dell’Eurozona e la sua resistenza contro gli shock dell’economia mondiale”.

Le stime di inflazione sono state ridotte all’1% dall’1,1% per il 2016 ed all’1,6% dall’1,7% per il 2017, ambedue ancora be4n al di sotto dell’obiettivo del 2%.

Quanto alla crescita, Draghi ha illustrato le nuove proiezioni economiche dello staff della BCE, che indicano per il 2015 una crescita più forte dell’1,5% rispetto all’1,4% indicato in precedenza. La crescita del 2016 è stata poi confermata all’1,7%, mentre sono state riviste al rialzo anche le previsioni del 2017 all’1,9% dall’1,8%.

Le nuove misure annunciate dal numero uno dell’Eurotower, in realtà, sono state accolte con un certo malumore dai mercati, che sono colati a picco, mentre l’euro è rimbalzato ai massimi delle ultime due settimane oltre 1,08 USD. A deludere è stato soprattutto il mancato annuncio di un’estensione del valore del QE, che resta fermo a 60 miliardi: un’occasione persa secondo operatori ed esperti.

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Analisi di Salman Ahmed, Global Strategist di Lombard Odier Investment Managers sul meeting della Bce di oggi.
In evidenza alcuni highlights del documento:
  • “Vista la realtà favorevole generata dall’attuazione del QE, oggi la BCE si prepara a somministrare un’altra dose di allentamento delle politiche monetarie. Secondo noi, comprenderà molto probabilmente un ulteriore acquisto di obbligazioni sovrane, alimentato dalla stampa di nuova moneta (circa 70 milioni di euro al mese e ampliamento del programma fino a settembre 2017) e un maggiore taglio del tasso di deposito (circa 20bps a -40 bps). Inoltre, potremmo assistere a qualche guizzo di creatività per mitigare il fenomeno “soglia zero” dei tassi d’interesse nominali (e le possibili conseguenze impreviste). È probabile che la BCE scelga la via degli oneri bancari in due fasi per affinare ulteriormente la definizione di “denaro”, in relazione al sistema finanziario. In questa fase resta da vedere se la BCE amplierà la portata del suo programma di acquisto comprendendo anche asset rischiosi, ma gli eventi degli ultimi anni mostrano che di questo si parlerà molto probabilmente più avanti, nel caso di un nuovo allentamento della politica monetaria”.
  • “Proprio come nel caso del crollo delle leggi naturali in un buco nero (almeno per come le abbiamo intese finora), riteniamo che anche gli investitori nell’universo del fixed income si trovino a vivere in un mondo nuovo nello scenario globale. Innanzitutto, le banche centrali sono diventate gli attori dominanti a entrambe le estremità long e short delle curve dei titoli governativi e dunque, per estensione, dell’intero spettro di asset rischiosi. Dal nostro punto di vista, è probabile che restino tali.” 
  • “Visto il prolungato uso dei programmi di QE, associato a un contesto di crescita globale debole negli ultimi anni, tutti gli investitori sono stati obbligati a “radunarsi” tutti nei titoli obbligazionari, basati  nella maggior parte dei casi sulla capitalizzazione di mercato (questo è dimostrato dalle gamme di prodotti e dai flussi di asset dei principali gestori). Crediamo che si tratti di una situazione molto malsana per due motivi. C’è una maggiore probabilità che gli shock rispetto alle aspettative vengano amplificati, sia per le posizioni comuni, sia per la ridotta capacità del settore bancario di assorbire eventuali forti shock di liquidità, diretta conseguenza di regolamenti più severi.”
  • “Ad alto livello, pensiamo che una prolungata disinflazione/bassa deflazione in un mondo caratterizzato da eccesso di debito e sovra-capacità resti lo scenario di fondo.”
  • “Viste tutte queste profonde tensioni e problematiche, pensiamo che gli investitori nell’universo obbligazionario debbano affrontare la ricerca del rendimento con prudenza, con una valutazione realistica della miriade di rischi di coda che devono essere direttamente integrati nel processo di investimento. Lombard Odier IM è fortemente orientato a usare i fondamentali del credito sottostante per costruire i portafogli fixed income. Questo è un esempio in cui diventa palese l’attuale debolezza (dal nostro punto di vista) dell’uso della capitalizzazione di mercato (o il criterio entità/prezzo del debito in essere) per determinare le allocazioni obbligazionarie.”
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