Elezione Trump spinge tassi in rialzo, bond in calo e borse ai massimi

Btp in calo in un mercato obbligazionario europeo tutto in flessione, trainato dalle vendite che hanno colpito i Treasury dopo la vittoria di Donald Trump nelle presidenziali Usa. …

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Btp in calo in un mercato obbligazionario europeo tutto in flessione, trainato dalle vendite che hanno colpito i Treasury dopo la vittoria di Donald Trump nelle presidenziali Usa.

** Il tasso sul benchmark decennale italiano (giugno 2026) si è portato in mattinata fino all’1,77%, ai livelli più alti da fine settembre 2015. Il nuovo decennale dicembre 2026 ha toccato invece quota 1,85%, nuovo massimo dall’emissione del titolo.

** “Il movimento è generalizzato e legato ai Treasury” spiega un trader, che indica per oggi buoni volumi, compreso un ordine d’acquisto da parte di Bankitalia sul tratto medio lungo. “La tensione che si preannunciava non c’è stata, l’unico momento veramente difficile per la periferia si è avuto per un paio d’ore ieri mattina”.

** Tiene in area 150 pb, dopo aver allargato ieri fino a 156, lo spread Btp/Bund; il tasso decennale tedesco si è riportato stamane ai massimi da fine aprile.

** Gli operatori guardano a possibili politiche favorevoli ai salari da parte della nuova amministrazione Usa, e quindi potenzialmente inflazionistiche. Tali aspettative hanno penalizzato i governativi Usa riportando i rendimenti sul Treasury decennale ai massimi da un mese e mezzo.

** In un sondaggio condotto ieri da Reuters nel post voto, circa l’85% degli operatori e analisti interpellati ritiene che la Fed non cambierà la propria strategia, confermando dunque le attese per un rialzo dei tassi a dicembre.

** È risalito dal minimo storico toccato un mese fa il rendimento del Bot a 12 mesi in asta stamane, collocato per i previsti 6 miliardi di euro, contro i 6,6 di buoni in scadenza. Il Bot è stato assegnato a -0,217% rispetto al minimo di -0,238% dell’asta di settembre.

** I rendimenti risulteranno in rialzo anche nelle aste a medio lungo di domani; l’offerta complessiva è fino a 7,25 miliardi dei benchmark a 3, 7 e 30 anni e dell’off-the-run settembre 2047.

** “Tra ieri e oggi il tratto 10-30 anni si irripidisce di circa tre punti proprio in vista di queste aste, un po’ pesantine, soprattutto sul medio lungo” conclude il trader. “Detto ciò, ritengo che a questi livelli di tassi ci sia molta voglia di comprare in asta”. (Reuters)

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Salgono ai massimi dal settembre 2015 i rendimenti dei titoli di Stato decennali mentre la vittoria di Trump alimenta uno scenario con più inflazione e una accelerazione nella stretta dei tassi Usa.

Il rendimento ha toccato l’1,88%, in rialzo di ben 13 punti base, in un contesto di debolezza per tutti i titoli di Stato, che vedono i propri rendimenti salire. Lo spread con il bund si allarga di quattro punti base a 159.

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Effetto Trump sui mercati, con gli investitori che corrono ad acquistare azioni e vendono i titoli di Stato. Da un lato le banche corrono sulla prospettiva di una più leggera regolamentazione delle loro operazioni negli Usa e di più alti tassi di interesse (per Citi Trump accelererà la stretta della Fed) mentre i titoli minerari volano in scia al rialzo dei prezzi delle materie prime, che beneficiano della prospettiva di ingenti investimenti nelle infrastrutture.

L’attesa di una maggiore inflazione, come effetto dei programmi di spesa di Trump, pesa invece sui titoli di Stato, i cui rendimenti continuano a salire.

Restano toniche le Borse europee a metà seduta anche se ripiegano rispetto ai massimi segnati in mattinata. Piazza Affari (+1,3%) continua a indossare la maglia rosa davanti a Parigi (+1,18%), Francoforte (+0,98%) e Londra (+0,64%).

Sulle Borse europee prosegue l’ ‘effetto Trump’ con gli investitori che ruotano i portafogli, spostandosi sui titoli bancari (+3,1% lo Stoxx di settore) e delle materie prime (+1,8%) a scapito di telecomunicazioni (-0,4%), beni di prima necessità (-1,9%) e utilities (-2,2%).

L’attesa di più inflazione e di una più rapida stretta monetaria negli Usa spinge i rendimenti dei titoli di Stato, con il Btp che sale di 12 punti base all’1,86%, il bund e l’oat francese che guadagnano 10 punti base.

A Piazza Affari corrono le banche con il Banco Popolare (6,68%), Bpm (+5,95%) e Unicredit (+4,93%) mentre inverte bruscamente la rotta Mps (-4%), maglia nera del Ftse Mib. Corrono anche Fca e Leonardo Finmeccanica (+5,3%).

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