Le Borse non perdonano gestione attiva, i bond si

Negli ultimi 5 anni i gestori di fondi obbligazionari hanno fatto meglio del resto del mercato il 57% delle volte.

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James Carville Bond

Ancora una volta nei mercati le macchine battono l’uomo. Negli ultimi cinque anni, infatti, chi ha affidato i propri risparmi nelle mani presunte astute di un gestore azionario ha sbagliato strategia. Avrebbe fatto meglio a rivolgersi a strumenti di gestione passiva, piuttosto che attiva.

Nello specifico, avrebbe fatto meglio a scommettere direttamente su un fondo indicizzato all’S&P 500. Lo dicono i numeri. L’indice della Borsa americana ha difatti registrato una performance migliore, in quell’arco di tempo, del money manager medio esposto alle società quotate a grande capitalizzazione.

La gestione passiva, che consistente nell’assemblare un paniere di titoli che ricalcano l’andamento di un indice di riferimento, è un’operazione meno costosa rispetto a quella attiva. In quest’ultima, un gestore deve decidere quali titoli e settori inserire nel portafoglio investimenti del cliente.

Se ai costi inferiori si aggiunge che in questi ultimi anni i fondi a gestione passiva hanno garantito ritorni superiori, la scelta diventa ovvia per chiunque voglia avvicinarsi ai mercati finanziari. C’è un però, tuttavia. Prima di tutto il fatto che in fasi di grandi incertezza, di rischio di caduta delle Borse dai massimi assoluti, e in generale di scarsi rendimenti, affidarsi alla gestione “umana” può avere dei vantaggi.

Bond picker battono gestione attiva nell’azionario

In secondo luogo, c’è da prendere in considerazione il successo dei bond picker. Con il passare del tempo questi money manager hanno dimostrato di sapere indovinare le mosse piủ della controparte azionario. I fondi obbligazionari a gestione attiva hanno fatto meglio di quelli a gestione passiva.

Una ricerca di Guggenheim Partners rivela che dal 2014 al 2019 il manager di fondi azionari a gestione attiva ha fatto peggio del paniere allargato di Wall Street sempre. Nel 100% dei casi. Nel periodo analogo, i gestori di fondi obbligazionari a medio termine hanno invece fatto meglio del resto del mercato il 57% delle volte.

Come ha detto sarcasticamente l’ex consulente politico dell’amministrazione Clinton, James Carville (nella foto), se gli fosse data la possibilità di resuscitare, avrebbe voluto reincarnarsi nel mercato obbligazionario. Perché è in grado di “intimorire chiunque”.

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