Morgan Stanley: rendimenti anemici per i prossimi 10 anni

Secondo gli strategist calo dei tassi dei bond sovrani ridurrà la capacità di quei titoli di compensare eventuali forti cali delle Borse.

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rendimenti magri per i prossimi dieci anni

Un contesto di crescita economica e inflazione deboli, combinato con rendimenti sotto i tacchi nel mercato obbligazionario, fa presagire rendimenti anemici per i prossimi dieci anni. Per lo meno per quanto riguarda un tradizionale portafoglio di investimento diviso tra obbligazionario e azionario. Lo sostengono gli analisti di Morgan Stanley.

Un fondo tradizionale esposto per il 60% in azioni e per il 40% in titoli a reddito fisso vedrà, secondo i calcoli della banca Usa, un guadagno annuo di appena il 2,8% in quel periodo. Si tratta di una performance molto magra, pari a circa la metà della media degli ultimi due decenni.

Le stime degli strategist di Morgan Stanley si basano su una prova dell’indice S&P 500 del +4,9% l’anno a Wall Street. E di un risultato per i Treasuries decennali del 2,1% l’anno. Le percentuali sono calcolate per investimenti denominati in dollari.

Rendimenti non solo inferiori alla media, ma sempre più bassi

Non solo i rendimenti saranno inferiori a quelli a cui sono abituati gli investitori, sostengono gli analisti, ma il calo dei rendimenti dei bond sovrani ridurrà anche la capacità dei titoli a reddito fisso di compensare i forti cali che l’azionario subirà.

“La prospettiva di rendimento per il prossimo decennio sta facendo riflettere”, secondo gli analisti, tra cui si possono citare Serena Tang e Andrew Sheets.

“Gli investitori devono avere aspettative più basse e più ‘piatte’ rispetto ai decenni precedenti. Soprattutto rispetto ai 10 anni successivi alla crisi finanziaria, quando i prezzi delle attività più rischiose sono stati sostenuti da politiche monetarie straordinarie che sono in procinto di essere liquidate”.

Il team di Morgan Stanley lancia anche un altro monito agli investitori. Le basse aspettative di rendimento in passato non si sono concretizzate poiché l’intervento delle banche centrali ha mandato in orbita i prezzi degli asset. Venendo a mancare le droghe monetarie, i mercati si comporteranno in maniera diversa.

Secondo gli analisti, nel contesto atipico attuale, tra le Borse il Regno Unito è l’area con il più alto potenziale di rendimento, seguita a ruota dai mercati emergenti.

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