Spread Btp-Bund cala a quota 214, minimo assoluto da oltre un anno

Niente procedura di infrazione. Intanto il rendimento del Btp a 2 anni scende sotto zero a -0,030%, sul minimo da giugno 2018.

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Si attenuano le tensioni politiche tra Roma e Bruxelles nel giorno in cui la Commissione europea deciderà o meno se avviare una procedura d’infrazione contro l’Italia, anche se sembra che il rischio sia ormai scongiurato grazie al varo del “pacchetto anti-infrazione”.

Si riduce lo spread, scivolando sotto i 220 punti, portandosi esattamente a 214 punti (-3,67%). In calo il rendimento del BTP decennale sotto la soglia psicologica del 2%, all’1,80%, sui livelli più bassi dalla primavera del 2018. Intanto il rendimento del BTP a 2 anni scende sotto zero a -0,030%, sul minimo da giugno 2018.

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Lunedì il governo ha approvato il cd. assestamento di bilancio – in realtà una manovra correttiva di 7,8 miliardi; in effetti, il disavanzo pubblico può scendere sotto il 2% promesso alla Commissione, dato il probabile difetto di spesa per reddito di cittadinanza e Quota 100 (Tria ha iscritto in bilancio 1,5 miliardi di risparmi, ma secondo l’Osservatorio dei conti pubblici questi potrebbero salire fino a 3). I dioscuri giallo-verdi al consiglio dei ministri non c’erano, ma hanno inghiottito senza fiatare; questa è la notizia importante per gli investitori, che hanno spinto lo spread sotto i 220 punti, il minimo da quando si è formato questo governo. Quello che galvanizza gli investitori è che, come già era successo in ottobre, vedono che, quando arriva la stretta e non si possono più rinviare le decisioni, i nostri populisti davanti all’Europa sbragano. Dunque, gli investitori scommettono che l’Italia non farà default e resterà nell’euro, prendendo la medicina prescritta dai dottori europei. Naturalmente, una successione di manovre correttive di corto respiro non risolve il problema della crescita e della sostenibilità del debito: ma questo è un tema che il governo non sembra in grado di affrontare.

Altre due conseguenze sembrano molto probabili. La prima: il Consiglio dell’Unione non aprirà formalmente la procedura d’infrazione sul debito, anche se la Commissione ci chiedeva 9,5 miliardi di correzione e ne ha avuta un po’ meno; ma l’Italia resta sub-judice e la questione è solo rinviata a ottobre, quando dovremo inviare a Bruxelles la bozza della legge di bilancio. Lì di miliardi dovremo trovarne almeno 45, tra aumento dell’Iva da sterilizzare e promesse di flat tax. La seconda probabile conseguenza: le elezioni, salvo incidenti estemporanei, non sembrano più d’attualità; la legge di Bilancio la faranno Conte e Tria. Che si stanno rivelando ossi piuttosto duri da masticare per i nostri dioscuri – grazie anche al sostegno deciso del Presidente della Repubblica.

L’ANALISI DI MERCATO

Tassi e congiuntura

Oggi si terrà l’incontro della Commissione in cui molto probabilmente verrà ritirata la procedura di infrazione contro l’Italia. Secondo alcune indiscrezioni, la Commissione ha ben accolto il disegno di legge sull’assestamento di bilancio che permetterebbe all’Italia di mantenere nel 2019 il deficit/PIL al 2,04%. Le attese di una distensione nei rapporti con l’UE hanno guidato gli acquisti sui titoli italiani con il tasso decennale sceso sotto l’1,8% e lo spread sotto 220 pb. Gli acquisti non sono mancanti neanche sugli altri titoli governativi con il tasso decennale tedesco, francese, spagnolo e portoghese che hanno messo a segno nuovi minimi.

Da evidenziare come sulla curva tedesca un rendimento superiore allo 0% lo offrono solo titoli con scadenza oltre i 20 anni. Negli USA, il tasso decennale è tornato sotto il 2%, mentre lo spread sul tratto 2-10 anni sta scendendo dirigendosi verso i 20 pb. Sul fronte credito, il contesto di tassi storicamente molto bassi sta portando ad un’intensa attività sul primario EUR (oltre 11Mld€ emessi in due giorni); anche l’Arabia Saudita si è affacciata in Europa emettendo due bond in euro per un valore di 3Mld.

Contesto di mercato

Seduta di assestamento ieri sui mercati, anche se non sono mancati spunti interessanti che hanno riguardato soprattutto il mercato obbligazionario. È proseguito, infatti, il flusso di acquisti sul mercato obbligazionario con nuovi minimi storici dei tassi, non solo in Germania. La giornata di ieri però verrà probabilmente ricordata come “il giorno delle nomine”. I capi di Stato della UE hanno, infatti, nominato la ministra della difesa tedesca, Von der Leyen, come candidato alla presidenza della Commissione UE, mentre l’attuale direttrice del FMI, Lagarde, dovrebbe sostituire Draghi alla BCE. Per la conferma è necessaria l’approvazione del Parlamento UE, ma possiamo dire che si tratta di una svolta “in rosa” all’interno della UE.

Anche dall’altro lato dell’oceano Trump ha fatto la sua mossa per cercare di ottenere una Fed più “amichevole” e propensa a ridurre i tassi. Ieri il Presidente ha fatto due nomine per i posti attualmente vacanti all’interno del board: Waller e Shelton. Il primo è il vice presidente della Fed di St. Louis, ovvero l’Istituto presieduto da Bullard che è il membro più dovish del board. La seconda, invece, è stata consigliera economica di Trump nella campagna elettorale e, stando a quanto scrive il NYT, si è espressa ultimamente a favore di un riduzione del costo del denaro. Anche in questo caso è necessaria l’approvazione del Senato. Oggi focus sui nuovi occupati USA misurati da ADP e sull’ISM non manifatturiero.

Valute

Seduta di ieri all’insegna della bassa volatilità sul mondo forex, come testimoniato da quella implicita sull’EurUsd che è scesa al minimo dal 2007. Tuttavia, analogamente a ieri, anche stamani stiamo assistendo ad un’anomalia sul mercato valutario. Nonostante il clima positivo sugli asset rischiosi, si stanno infatti apprezzando (seppure in misura limitata) le c.d. safe haven (yen in primis) che, al contrario, tendono invece ad indebolirsi in un contesto simile di mercato. In deprezzamento anche alcune oil currency (rublo e corona norvegese) visto il crollo del greggio.

Commodity

Nonostante l’estensione dei tagli da parte dell’OPEC+ ed il forte calo delle scorte private API, ieri le quotazioni del greggio sono calate in modo marcato (-4,1% il Brent). Il Segretario generale dell’OPEC, Barkindo, ha definito il movimento come “anomalo”. E’ stata la peggiore reazione del greggio ad una riunione OPEC dal 2014. Un motivo del calo potrebbe risiedere nelle diversità di opinione sull’obiettivo dei tagli tra Arabia e Russia. L’Arabia vorrebbe riportare le scorte OCSE verso la media del periodo 2010-14 (160Mln meno di adesso), mentre la Russia ha espresso riserve in tal senso. Il ministro petrolifero Novak ha dichiarato che prima di modificare l’obiettivo bisogna considerare i cambiamenti della domanda ed offerta dal 2014, con la prima su valori assoluti più alti rispetto al passato. In rialzo l’oro, tornato sopra i 1400$ anche su notizie di emergenza alla Casa Bianca dopo un incidente ad un sottomarino russo.

Azionario

Debolezza questa notte in Asia Giornata leggermente positiva ieri per i principali listini dei paesi occidentali con rialzi flebili, ma generalizzati sia in Europa che negli USA. In entrambe le aree sono stati ben acquistati i titoli del comparto utility, mentre gli energetici sono stati i peggiori. In Asia stanotte la maggior parte dei listini ha chiuso in calo, in particolare quelli cinesi. Nuovo massimo dal 2007 per la borsa australiana. Positive le borse europee stamani, con il nuovo massimo del 2019 dell’Eurostoxx 50.

a cura di MPS Capital Market

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