Appalti Anas truccati: 19 arresti, coinvolto un deputato. Gip: “Marciume diffuso”

Blitz della Gdf: in manette 19 tra imprenditori e funzionari: è la seconda parte dell’inchiesta “Dama nera”. Coinvolto anche Martinelli, parlamentare di Forza Italia. Cda: “Provvedimenti attesi, grazie alla Procura”. …

Blitz della Gdf: in manette 19 tra imprenditori e funzionari: è la seconda parte dell’inchiesta “Dama nera”. Coinvolto anche Martinelli, parlamentare di Forza Italia. Cda: “Provvedimenti attesi, grazie alla Procura”.

Diciannove persone arrestate, tutti dirigenti e funzionari dell’Anas e imprenditori titolari di appalti di opere pubbliche di primaria importanza. Ma tra le persone coinvolte ci sarebbero anche un avvocato e un politico che, stando a quanto pubblicato da Askanews, è Marco Martinelli di Forza Italia, già eletto alla Camera con Alleanza Nazionale. Il provvedimento cautelare è stato emesso dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma. Nel corso dell’operazione sono state sequestrate disponibilità finanziarie per circa 800mila euro – derivanti dalla corruzione – ed effettuate oltre 50 perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni di una cinquantina di persone coinvolte.

L’operazione, denominata “Dama nera 2″, ha visto impegnati oltre 250 finanzieri e rappresenta la seconda tranche dell’inchiesta scattata a ottobre dell’anno scorso sulle mazzette pagate dagli imprenditori destinatari degli appalti ai funzionari dell’Anas. Tra questi Antonella Accroglianò, capo del coordinamento tecnico-amministrativo della società pubblica delle strade soprannominata ‘dama nera’ per i suoi modi di fare autoritari. Era la dirigente a gestire quello che il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone ha chiamato “ufficio mazzette” nel quale “va in ufficio tutti i giorni ma il suo principale lavoro è gestire questo flusso di corruzione, trattar male chi ritarda i pagamenti”. Ed è proprio sulla base delle sue ammissioni e dei successivi riscontri e verifiche effettuati dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma, che sono scattati i provvedimenti di oggi.

A fine ottobre gli arresti erano stati 10, 5 nei confronti di funzionari Anas, tre di imprenditori (Concetto Bosco Lo Giudice, Francesco Costanzo e Giuliano Vidoni), un avvocato che aveva fatto da “navetta” per le tangenti” (Eugenio Battaglia) e un politico iscritto al Pd, Luigi Meduri, che formalmente non ricopriva incarichi pubblici da 7 anni, ma che era stato presidente della Regione Calabria per un anno (dal 1999 al 2000) dopo un ribaltone condotto da una parte di Forza Italia, poi deputato dal 2001 al 2006 e infine sottosegretario alle Infrastrutture del governo Prodi. A fine anno Meduri ha ottenuto la revoca dei domiciliari e gli è stata fissata la misura dell’obbligo di firma. Secondo il suo avvocato le dichiarazioni della Accroglianò al pm lo “hanno completamente scagionato“. La dama nera ha invece ottenuto i domiciliari lo scorso primi dicembre dopo 40 giorni di carcere.

Nel mirino degli inquirenti, che avevano ipotizzato i reati di associazione a delinquere, corruzione e voto di scambio, erano finiti gli appalti per i lavori sulle autostrade per i quali si è parlato di tangenti per almeno 200mila euro su progetti da centinaia di milioni di euro. La storia più importante, per la prima tranche dell’inchiesta, riguardava la strada statale dello Stelvio, nel tratto vicino a Sondrio. Qui, secondo le accuse, la Accroglianò prese denaro per velocizzare i pagamenti dell’Anas per i lavori per la realizzazione della Variante di Morbegno. Ma le tangenti più cospicue (150mila euro in sei “rate” pagate tra il dicembre 2014 e l’agosto 2015) arrivavano alla Dama nera da due imprenditori arrestati (Costanzo e Bosco) che pagavano per ottenere il nulla osta a una cessione di un ramo aziendale. L’operazione portava di fatto alla cessione ai due imprenditori, senza gara, di un appalto per la realizzazione della strada (valore di 145 milioni).

Sullo sfondo anche l’ombra della ‘ndrangheta. Secondo quanto emerso a fine ottobre Accroglianò aveva “consigliato” ai titolari di un’azienda vincitrice di un appalto in Calabria, di subappaltare alcune opere a ditte di imprenditori contigui alla criminalità organizzata calabrese. Una vicenda che riguarda una serie di opere pubbliche nel comune di Palizzi, in provincia di Reggio Calabria.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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Cda Anas: “Questi nuovi arresti erano attesi”
“Gli arresti effettuati questa mattina dalla Guardia di Finanza rientrano nell’ambito degli sviluppi dell’indagine ‘Dama nera’ ed erano attesi”. Lo ha dichiarato il Consiglio di amministrazione di Anas, commentando positivamente i nuovi provvedimenti cautelari emessi dalla Procura di Roma, anche “grazie alla collaborazione attiva di Anas prestata nel corso di questi mesi”.

“Vogliamo ringraziare pubblicamente la Procura di Roma – ha dichiarato il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani, a nome anche delle consigliere di amministrazione Cristiana Alicata e Francesca Moraci – per l’aiuto fondamentale che sta dando al nuovo vertice di Anas nel fare chiarezza sul passato, mettere ordine e tutelare la parte sana dell’Azienda, che è costituita dalla stragrande maggioranza dei dipendenti. La Procura, con cui stiamo attivamente collaborando da qualche mese, ha strumenti di indagine che in questi casi sono indispensabili per perseguire i corrotti”.
“Le persone che sono state oggetto questa mattina di provvedimenti cautelari – precisa una nota dell’Anas – sono quelle che erano state già arrestate nella prima fase delle indagini e già licenziate da Anas con procedura accelerata, con qualche attesa eccezione. Anas comunque ha avviato immediatamente la richiesta alla Procura di Roma degli atti dell’indagine per poter espletare in tempi rapidi tutte le azioni ritenute necessarie a tutela dell’Azienda nei confronti di eventuali altri dipendenti infedeli, a partire dal licenziamento”.

Il gip: “Marciume diffuso in azienda”

“Un marciume diffuso all’interno di uno degli enti pubblici più in vista nel settore economico degli appalti”. Lo scrive il gip di Roma nel provvedimento con cui ha disposto gli arresti. Una situazione è resa ancor più “sconvolgente”, ha aggiunto, “dalla facilità d’intervento degli appartenenti all’organizzazione” per eliminare una penale, aumentare gli interessi, facilitare il pagamento di riserve e far vincere un appalto a una società amica.

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2 commenti

  1.   

     

    ..Un marciume diffuso che ha vietato la nomina di Gratteri come Guardasigilli, l’unico in grado di combattere la ‘ndrangheta.. Ma Napolitano ha detto NO.
    Magari ce lo spiegasse, o dobbiamo immaginarlo da soli, perche’ la scusa che fosse un magistrato in servizio, non regge, anzi e’ un valore aggiunto…!
    Invece servono Vecchi Bacucchi per porre un velo “peloso” sulla giustizia..

    1.   

      Felice di ” incontrarti”
      Se si legge questo articolo, un’intervista a Gratteri, si capisce il perchè non sia stato eletto.
      Napolitano avrà pure messo il divieto, ma a chi avrà ubbidito?
      http://www.lavocedinewyork.com/news/primo-piano/2014/10/17/chi-ha-paura-di-nicola-gratteri-a-new-york-il-magistrato-anti-ndrangheta-ha-spiegato-il-perche-non-e-diventato-

      Originariamente inviato da giaguas:


       

      ..Un marciume diffuso che ha vietato la nomina di Gratteri come Guardasigilli, l’unico in grado di combattere la ‘ndrangheta.. Ma Napolitano ha detto NO. Magari ce lo spiegasse, o dobbiamo immaginarlo da soli, perche’ la scusa che fosse un magistrato in servizio, non regge, anzi e’ un valore aggiunto…! Invece servono Vecchi Bacucchi per porre un velo “peloso” sulla giustizia..