Combattere l’evasione premiando i contribuenti onesti

Allo stato attuale al cittadino è permesso di detrarre dalle tasse solo alcune spese (interessi passivi su mutui, spese mediche etc. etc.) e nella percentuale del 19%. La …


Allo stato attuale al cittadino è permesso di detrarre dalle tasse solo alcune spese (interessi passivi su mutui, spese mediche etc. etc.) e nella percentuale del 19%.

La situazione economica delle famiglie è talmente disastrosa che si preferisce pagare meno subito senza chiedere la parcella, la ricevuta o lo scontrino piuttosto che aspettare il rimborso Irpef e alimentando così l’evasione.

In un sistema economico dove qualsiasi esercente o professionista ti permette di pagare con carta di credito basterebbe solo qualche piccolo accorgimento tecnico ed il resto lo deve fare lo Stato.

1)            Lettore di tessera sanitaria abbinata alla lettura della carta di credito per qualsiasi esercente, professionista od impresa che permette al cittadino contribuente di avere, nella propria tessera, l’importo totale speso e  la partita iva dell’esercente (come l’attuale sistema per detrarre i farmaci);

2)            Lo Stato stabilisce ogni anno a quanto ammonta la percentuale di detrazione da riaccreditare  immediatamente al contribuente:

  1. a) Ad esempio il 30% dell’Iva pagata sullo scontrino, ricevuta o fattura emessi dall’esercente;

Spesa 121 euro Imponibile 100 + Iva 21 (credito in tessera sanitaria poco più di 6 euro)

  1. b) Il 5% dell’importo della spesa sulle spese dove non è presente l’Iva (mediche);

Spesa 121 euro (credito in tessera sanitaria poco più di 6 euro);

  1. c) Tutto ciò che non è possibile certificare nella tessera sanitaria continua ad essere detratto con il sistema attuale (interessi passivi su mutui, pagamento contributi etc. etc.)

3)            Il cittadino contribuente, in qualsiasi momento, si iscrive al sito dell’Agenzia delle Entrate, si reca all’Agenzia delle Entrate o in qualche sportello automatico che legge la tessera sanitaria per ricevere la certificazione del credito accumulato fino a quel momento;

4)            Lo Stato garantisce che il credito Irpef, derivante dalla detrazione della percentuale delle spese, e presente nella tessera sanitaria potrà essere:

  1. a) richiesto a rimborso in sede di dichiarazione dei redditi (Unico o 730);
  2. b) utilizzato direttamente dal contribuente, tramite uso della tessera sanitaria, per spese sanitarie;
  3. c) destinarlo ad associazioni od Onlus come l’attuale 5 per mille;

5)            Lo Stato garantisce che il maggior gettito derivante da questo metodo sarà destinato, in tutto od in parte, ogni anno ad aumentare la percentuale di detrazione dell’Iva o delle spese.

Il sistema di lotta all’evasione presente non pretende di dare la possibilità ai contribuenti di scaricare interamente la spesa.

Questo sarebbe un disastro per le casse dello stato. Si limita ad iniziare con una percentuale dell’iva pagata (30%) o percentuale sulle spese (5%).

Anche il contribuente finale paga l’iva sul consumo giornaliero.

Purtroppo in questo momento si preferisce pagare meno dal medico che richiedere la fattura.

Infatti la convenienza di detrarre il 19%, soprattutto se limitata a due o tre prestazioni all’anno, è zero tenuto conto che c’è anche una franchigia di euro 129,00.

L’accumulo giornaliero tende il consumatore a richiedere sempre la documentazione fiscale proprio per il concetto che accumulando varie spese si possono avere maggiori risultati personali per la detrazione.

L’altra detrazione del 36% sulle ristrutturazioni edilizie si scontra con la burocrazia esasperata.

Va bene la comunicazione preventiva, va benissimo il pagamento con bonifico ma non si può recuperare la spesa detratta perché si è compilato male il bonifico.

Se poi si tiene conto che il 36% è spalmato in 10 anni si può capire che i lavori in economia e molte volte in nero convengono ai cittadini parsimoniosi.

Un esperimento molto simile si sta sperimentando in Brasile, nello Stato federato di San Paolo. “Nota fiscal paulista”  http://www.nfp.fazenda.sp.gov.br/

In questa Regione-laboratorio, una delle più avanzate del Paese e abitata per un terzo da oriundi italiani, da circa due anni si sta tentando questo esperimento convincente, basato sulla compartecipazione (volontaria) dei singoli contribuenti ai profitti in campo IVA.

Nessuno scontrino deve essere conservato per anni, grazie a internet: “I cittadini possono iscriversi al sito web del progetto e consultare, in formato pdf, tutti gli scontrini accumulati. Se invece mancano, il consumatore può segnalarlo, denunciando così all’Amministrazione che il venditore ha trasgredito”.

Inoltre è prevista anche, tra tutti coloro che hanno aderito on line, un estrazione periodica di un premio in denaro che andrà accreditato sul conto del contribuente fortunato.

I risultati ci sono. In uno Stato federato che, da solo, conta 48 milioni di abitanti, sono quasi 12 milioni i cittadini registrati al programma, obbligatorio solo per gli esercenti: “Undici milioni di verificatori fiscali, grazie al meccanismo della redistribuzione delle risorse” con un beneficio per le casse statali pari a 350 milioni di euro, ossia lo 0,1% del PIL brasiliano. Che, se applicato in Italia, equivarrebbe a un gettito aggiuntivo di 1,5 miliardi.

In questo quadro, il programma Nota fiscal paulista sembra avere un effetto ancora più importante: il sostegno al reddito, incluso quello delle fasce di popolazione meno abbienti, “famiglie che magari spendono pochi euro al giorno, non hanno imposte da compensare e accumulano pochissimo credito”. Una quota ridotta, ma comunque importante, delle risorse complessive viene infatti dirottata sulle fasce più deboli, con un sistema di premi in denaro che vengono sorteggiati periodicamente fra i cittadini registrati al sito.

Per finire se, da un lato, il meccanismo fa emergere gettito e migliora i logori rapporti tra Fisco e cittadini, dall’altro porta agli estremi il concetto di tracciabilità, “rendendo tracciabili le operazioni indipendentemente dalla tipologia di pagamento, quindi anche le transazioni in contanti”.

Un mondo “migliore” anche per noi commercialisti, che non dovremmo più fare i passacarte o i terminalisti dell’Amministrazione finanziaria, concentrandosi piuttosto sulla consulenza, che è il vero valore aggiunto del nostro lavoro”.

di Mario Pingerna, commercialista a Sassari

Prima parte di due

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2 commenti

  1.   

    Io alle lotterie non vinco mai e pertanto, mea culpa, mea culpa mea maxima culpa, se mi fanno il 20% (ma anche il 30) prendo e porto a casa. Conosco qualcuno che arrivato a fine anno ha bisogno di fatturare… Cosa significa? Che forse i parametri sono in alcuni casi troppo bassi. Rivederli è un dictat caro il mio Staterello delle banane e un po’ più gente in galera se l’importo della ciulation é eccessivo.
    Parola di peter pan

    Originariamente inviato da Feedback: Concordo con l’estensore dell’articolo. Certamente il 19% non è sufficiente, infatti il professionista, quando è assoggettato ad aliquote superiori al 40%, ha tutto l’interesse a proporre uno sconto immediato al cliente: ti faccio pagare il 20% in meno ora e non aspetti l’anno prossimo per potere detrarre la spesa. La mossa intelligente che potrebbe incrementare la voglia del cittadino di richiedere la fattura o lo scontrino potrebbe essere quella suggerita della partecipazione ad una sorta di lotteria e sappiamo quanto piacciano a noi italiani. Quindi oltre alla detrazione potrei portare a casa un premio ulteriore.

     

  2.   

    […] Leggi anche: Combattere l’evasione premiando i contribuenti onesti […]

  3.   

    Concordo con l’estensore dell’articolo. Certamente il 19% non è sufficiente, infatti il professionista, quando è assoggettato ad aliquote superiori al 40%, ha tutto l’interesse a proporre uno sconto immediato al cliente: ti faccio pagare il 20% in meno ora e non aspetti l’anno prossimo per potere detrarre la spesa. La mossa intelligente che potrebbe incrementare la voglia del cittadino di richiedere la fattura o lo scontrino potrebbe essere quella suggerita della partecipazione ad una sorta di lotteria e sappiamo quanto piacciano a noi italiani. Quindi oltre alla detrazione potrei portare a casa un premio ulteriore.