Leggenda TV non si ferma: contratto con la Sony fino a 100 anni

Vecchio sarai tu. Il caso di Norman Lear: produttore di 97 anni, autore de "I Jefferson" e "Arcibaldo", vince premi e inanella successi.

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Norman Lear

Mentre c’è chi parla di pensionamento anticipato c’è chi come Norman Lear si alza ogni giorno con un’idea fissa in testa: migliorarsi e creare nuovi film, serie televisive e spettacoli di successo. Il prolifico produttore americano 97enne, autore delle popolari sitcom “I Jefferson” e “Arcibaldo” (giudicato dalla rivista TV Guide il quarto migliore show televisivo di tutti i tempi), continua a vincere premi e inanellare successi.

Ed è grazie alla sua capacità di generare tante idee, frutto di un’immaginazione e talento con pochi pari nel mondo dello spettacolo, che Sony Pictures Entertainment ha deciso di rinnovargli il contratto fino ai suoi 100 anni.

Lear, che ha prodotto blockbuster come “La storia fantastica” e “Pomodori verdi fritti alla fermata del treno”, ama recarsi al lavoro ogni giorno. È questo, secondo lui, il segreto del suo successo. Lo scorso 14 settembre ha vinto un Emmy Award per  “Live in Front of a Studio Audience”, diventando il più anziano tra i premiati nella cerimonia dedicata ai riconoscimenti per i migliori programmi e interpreti della tv statunitense.

Il suo remake della serie televisiva del 1975 “Giorno per Giorno” (“One Day at a Time”) è stato confermato per una quarta stagione ed è in fase di produzione. Con il socio Brent Miller ha un paio di progetti in ballo: entrambi si basano su idee originali oppure adattamenti di alcuni dei successi del suo vasto archivio di classici da cui può attingere liberamente.

Contratto rinnovato fino ai suoi 100 anni di età

Lear e Miller sono così prolifici che Sony, la quale detiene i diritti di quasi l’intero catalogo di Lear (dopo che l’azienda giapponese ha acquistato la Embassy Communications tramite Columbia Pictures nel 1985), ha rinnovato il contratto con la sua casa di produzione Act III Productions per altri tre anni.

“Non si siede sugli allori”, racconta Tony Vinciquerra, l’amministratore delegato di Sony Pictures Entertainment. “Quando lo vedo, ogni settimana, mi chiede sempre “Cos’altro possiamo fare? Come potrei sfruttare al meglio il mio archivio di classici?”

Insomma, il nome Norman Lear è diventato sinonimo di commedie intelligenti e impegnate, che affrontano con una risata problematiche serie sociali e politiche. Se i suoi telefilm e lungometraggi hanno segnato gli Anni 70 come pochi altri lo si deve al fatto che sono riusciti a sensibilizzare la gente su questioni controverse, come i diritti civili e dei neri, la Guerra in Vietnam, i diritti delle donne e lo scandalo Watergate.

Alimentando il dibattito sulle questioni delicate del momento, ha ispirato molti altri produttori a osare a fare altrettanto. In uno speciale sul regno di Norman Lear uscito nel 1974 su TV Guide, i personaggi e gli spettacoli da lui prodotti vengono definiti “uniformemente di alta qualità“.

“Devo aver probabilmente guardato ‘Arcibaldo’ almeno quattro volte per intero e probabilmente tutti gli episodi dei Jefferson almeno due o tre volte”, racconta a Variety il presentatore televisivo Jimmy Kimmel, tra gli artefici principali dello speciale e reality show “Live in Front of a Studio Audience” incentrato sui successi tv di Lear. “Mi piace guardare la reazione delle persone quando lo incontrano, perché si vede chiaramente quanto quello che ha fatto è importante per loro“.

 

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