New York, camion anti-bomba pieni di sabbia davanti a Trump Tower. Protesta Lady Gaga

A New York su Fifth Avenue, tra 56th e 57th Street, da due giorni stazionano parcheggiati sul lato del marciapiede 6 camion del Sanitation Department, di solito adibiti …

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A New York su Fifth Avenue, tra 56th e 57th Street, da due giorni stazionano parcheggiati sul lato del marciapiede 6 camion del Sanitation Department, di solito adibiti alla raccolta di spazzatura, davanti all’ingresso della Trump Tower al numero , dove vive il presidente eletto Donald Trump con la sua famiglia.

I camion – come si vede dalla foto – sono pieni di sabbia e fornisco una massiccia barriera protettiva posta dal New York Police Department per prevenire attacchi terroristici, bombe, auto lanciate in velocita’ contro l’edificio, e qualsiasi altro atto di sabotaggio contro Donald Trump.

“Not my president”: contro Trump proteste di piazza nelle maggiori città americane

Il disagio per i cittadini, i turisti e i negozi sulla una delle Avenue piu’ commerciali di Manhattan e’ enorme, anche perche’ la polizia ha incanalato il traffico su una sola corsia per controllare meglio i due isolati prima e dopo la Trump Tower.

Mercoledi’ sera Lady Gaga ha inscenato una protesta per la presenza dei camion su Fifth Avenue salendo su uno degli automezzi e mostrando cartelli anti-Trump.

GagaProtest

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9 commenti

  1. Avatar

      

     

    Ah..Ah..  Ha ragione Sgarbi, nella sua sparata su Matrix..!
    “Si Attacchino al Trump..!!  anche la Boldrini si attacchi al Trump, con tutti quei venduti che facevano le bave per una Criminale Seriale,  e le sua Bombe Democratiche!”  Pure tutti i Media, schierati e ipervenduti al potere che usano i figuranti nelle Tv, negli spettacoli mignotteschi e degradanti per una societa’ civile: marchette a gogo’ !!
    Anche tutti gli Artisti, cantanti, nani e ballerine ..una figura della Madonna ..!!! Della stessa “banda” di quelli Italiani : tutti a boccca asciutta..!! Che Geni…
    Chiediamoci perche’ i sostenitori di Renzi sono anche sostenitori di Clinton !
    Sono i vassalli dei Padroni dell’Universo, senza di loro non esisterebbero i Soros ed i Bankster. Sono quelli colti , bempensanti, istruiti ed adatti solo come sottocoda dei poteri.. Arroganti nella loro superiorita’ liberista, seguacii dell’ America “way of life” , quella delle repressioni naziste di Maidan, e del libero mercato , cioe’ quello della Libera Volpe in Libero Pollaio, sotto tutela del TTIP.
    Prima tutti con l’URSS ora, seguaci di Napolitano, Pacifisti ed Antimperialisti , ora  schierati a favore delle guerre e dittature sanguinarie dell’Impero..!!
    Ora dobbiamo cogliere il lamento di Lady GAGA !! Intellettuale del Trash, figurante della Grande Mela con i suoi vanti : crimini, razzismo amofobia, inquinamento e  dell’ emarinazione esercitata non solo sui messicani ma anche contro gli Italiani, ora dimentichi. Disillusi e spaesati : Si attacchino al Trump..!!
    Susan Sontag disse che gli Usa avevano diffuso la Peste nel Mondo e della loro peste il mondo e’ condannato a morire.
    Forse gli Americano si salveranno …noi NO.
    E’ proprio questo il momento di dire  Forza America.. VIVA L’AMERICA….!!!!
     

  2. robyuankenobi

      

    certo  BELFY    cosa fatta capo ha.. peraltro fino a gennaio  TRUMP  non conta un cazzo…dicesi  investitura, Non vorrei  CHE PER IL BENE DEL POPOLO  qualcuno lo facesse fuori prima. Ad eventuali assassini di sinistra  verrà concessa il premio nobel per la pace. 

    Originariamente inviato da belfagor: ma ancora? Sveglia! L’elezione ha avuto luogo 48 ore fa!!!!! L’America ha un nuovo presidente eletto. Sempre slogan, bohhh  
     

    Originariamente inviato da Consuelo: La metà di loro un branco di miserabili”, le parole della candidata democratica Hillary Clinton indirizzate ai sostenitori di Trump. Questa la spocchia democratica!  

     

     

  3. robyuankenobi

      

    ronin hai ragione . il popolo suda. non usa chanel, non frequenta via veneto, non va in ferie a capalbio. basta dire che l’unico posto a roma dove il pd..partito degli operai ecc ecc …ha vinto è il quartiere dei PARIOLI . per  capire come stanno le cose   quelli che stanno nei salotti, con le cameriere filippine, le badanti romene . i giardinieri moldavi e magari cuochi senegalesi ,,, possibilmente in nero…son fuori dalla realtà. ARRIBA LA REVOLUTION  l’unico modo per cambiar le cose. Altrimenti con un poco di buonismo, una quota di chiacchiere continueranno a mettervela sempre nel ….c…  la supposta.  Originariamente inviato da ronin:   Le elites disprezzano le scelte del popolo   http://www.controinformazione.info/le-elites-disprezzano-le-scelte-del-popolo/  
     
    di  Luciano Lago Ancora una volta, con la vicenda delle elezioni presidenziali negli USA, si conferma quello che da tempo andiamo riscontrando: il profondo distacco delle elites dal popolo in un processo che vede aumentare sempre di più il solco che segna tale distanza. Il voto dei cittadini, quando contrario alle indicazioni dei grandi “opinion makers”, viene considerato “non in linea” e viene quindi classificato come “populista”, “demagogico e fuorviante”. La democrazia viene acettata dal sistema delle centrali dominanti soltanto quando, grazie al bombardamento mediatico, la gente viene convinta a votare seguendo le indicazioni ricevute. Se questo non accade, allora il voto non vien considerato “legittimato” e si scatena la reazione delle proteste manovrate. Esattamente il panorama di quanto sta accadendo negli States dove, a seguito della vittoria di Donald Trump, candidato sgradito all’establishment,  molta gente, aizzata dalle varie ONG di Soros e di altri miliardari collusi con la famiglia Clinton, scende in strada con i cartelli  del “Trump not my President”.   Possibile anche citare come esempio, in Italia, la spocchia delle dichiarazioni di alcuni personaggi politici del PD ( appresi i risultati delle elezioni negli USA), fra i quali qualcuno ha dichiarato “Il suffragio universale comincia a rappresentare un serio pericolo per la civiltà occidentale” e similari giudizi espressi da altri reggicoda del Governo e della classe politica dominante. Queste dichiarazioni (ed altre similari) dimostrano lo snobismo ed il disprezzo della classe elitaria nei confronti dei ceti popolari ed il rifiuto di accettare il concetto base della democrazia per cui ad ogni uomo corrisponde un voto, che sia un operaio o un borghese, per quanto le aspirazioni dei ceti popolari siano distanti dalle utopie astratte e dalle esigenze della elite che compongono la nuova aristocrazia borghese mondialista. Jack Dion ha scritto nel suo recente saggio “Le mépris du Peuple” (il disprezzo del popolo) ovvero “Quando i partiti che si succedono al potere si trasformano in strumenti di difesa dell’ordine stabilito (rappresentato dall’establishment), il popolo diventa un nemico, esso simboleggia un pericolo potenziale», dice Dion. Questo è tanto più vero se si considera che le elites di potere hanno perduto il senso della realtà, hanno dimenticato che la società si sta impoverendo e hanno emarginato sempre di più dagli organi decisionali la gente comune. In pratica  il processo globalizzatore ha favorito l’ascesa al potere di una oligarchia che  monopolizza il potere in tutte le sfere della società, da quella economica a quella politica e mediatica. Le classi lavoratrici ed i ceti popolari  sono stati abbandonati e disprezzati dalle élites, formate dai funzionari del grande capitale, dagli opinionisti dei media, dagli esponenti (spesso non eletti) della classe politica dominante, coloro che hanno fatto della carriera e dei loro privilegi il loro principale obiettivo di conservazione nel potere. I componenti di questa elite, atraverso le loro fondazioni ( think tank), le cattedre e le docenze, oltre ai media controllati, hanno diffuso la convinzione che non esista alcuna alternativa possibile ai dogmi del neoliberismo e all’estremizzazione del capitalismo (ipercapitalismo) caratterizzato dal mito dei “mercati aperti” e della globalizzazione come processo ineluttabile ed irreversibile. Assieme a questi dogmi si insiste con la diffusione sempre maggiore di un linguaggio ” nuovo” (nuovo non significa per forza buono) dove termini come competitività, flessibilità, liberalizzazioni e costo del lavoro sono considerati concetti indiscutibili ma che, di fatto, hanno annientato qualsiasi forma di democrazia, sottomettendo questa all’economia finanziaria ed alle esigenze dei mercati, salvo relegare la persona, la sua dignità, i suoi diritti sociali ad un ruolo subordinato, asservito al grande Capitale. Da questo deriva l’assoluta distanza dai problemi reali della gente comune che viene mascherata nella omologazione delle idee alla nuova ideologia globalista e mondialista che viene imposta dall’ordine finanziario che esige, come condizione previa, la rinuncia ad ogni forma di sovranità. In realtà la sovranità che viene dismessa non è soltanto quella della Nazione, che sia dell’Italia o della Spagna o della Grecia ma è anche la perdita della vecchia ed obsoleta (per la elite) sovranità popolare. L’elite deve decidere per conto del popolo, per il suo bene perchè il popolo è incolto, non comprende e si lascia fuorviare dagli agitatori e dai “populisti”. L’elite dominante è collegata agli organismi sovranazionali che sono quelli dove si prendono le decisioni che contano, vincolanti per i Governi , ove si prevede che gli Stati nazionali dovranno essere dismessi e le costituzioni dei paesi del Sud Europa “devono essere riformate perchè troppo socialiste” (lo ha scritto la JP Morgan). Il potere di decidere passa dallo Stato e dai governi agli organismi sovranazionali come la Commissione Europea, il FMI, la Banca Mondiale, il WTO, la Goldman Sachs, ecc. ed alle grandi banche, alle agenzie di rating, agli emissori della moneta. In questo processo non c’è spazio per il popolo, che viene considerato come un insieme di consumatori, individui senza volto, meglio se omologati e multiculturalizzati, non in linea con le esigenze dei mercati e del sistema finanziario. Questo spiega perchè la possibilità di affidare al voto dei cittadini nelle urne per le scelte importanti è questione che si cerca di evitare o di limitare al massimo. In Italia, ad esempio, si esclude da sempre (per Costituzione) il voto popolare sui  trattati internazionali e le scelte di partecipazione a “missioni internazionali”, naturalmente sempre “umanitarie”. Sono le elite e soltanto loro che possono deciderle e riservarsi la possibilità di stabilire partecipazioni del paese alla guerra  e sanzioni. Rimangono però alcune funzioni elettive e di rappresentanza per il popolo, secondo Costituzione, che sono ancora troppo estese. Da qui la necessità di una riforma della Costituzione per restringere l’ambito di aplicazione e riservarlo alle segreterie dei partiti, oltre al  monopolio assoluto delle informazioni attraverso il controllo dei media che consentono di “orientare” le masse. Neppure Orwell, ai suoi tempi,  avrebbe progettato un sistema di controllo  tanto efficiente come quello attuale.
     

  4. robyuankenobi

      

    proseguo… sempre in cerca di feticci da adorare? le evidenze con l’italia sono evidenti. Starnutiva berlusconi  e veniva giù il mondo. renzi che vuol fare il dittatorucolo  alla ribollita va bene. arancioni girotondini , sindacati  rivoluzionari del cazzo dove siete? Ormai spero che il tempo di certi personaggi finisca veramente. Peccato che in italia il dissenso si sia rivolto a M5S  .anche per colpa della mia destra…altrimenti ne vedremmo delle belle.un ultima riflessione. dicono che trump  non abbia rispetto per le minoranze. può essere ma la clinton evidentemente non aveva rispetto delle maggioranze . il popolo evidentemente non si sente rappresentato da lady gaga, madonna de niro  o dai giornaloni che ormai non legge più nessuno. Se poi tutti questi cervelloni non hanno saputo prevedere la vittoria di uno come TRUMP   dovrebbero farsi delle domande. Le risposte spero che le diano altri.. pure da noi. NEL  frattempo renzi ha fatto una vera rivoluzione..finalmente.. ha cambiato i posacenere e tolto la bandiera dell’europa  per fare più scena. 

  5. robyuankenobi

      

    cara consuelo è proprio questo..da me sottolineato da tempo, un merito me lo debbo prendere…questa presunta superiorità ormai sta andando ai coglioni di molti  cittadini, ma non solo in america. Se non son spocchiosi i boldrini, gli scalfari, i madie, i boschi, i furii  colombi  dimmi tu chi pyò esserlo. vedi a nuova york protestano contro un presidente eletto contro tutti e quindi per chiarissima volontà del popolo. ebbene non era il faro l’america dei vari VELTRONI E DEM E CATTOCOMUNISTIoi

    Originariamente inviato da Consuelo: La metà di loro un branco di miserabili”, le parole della candidata democratica Hillary Clinton indirizzate ai sostenitori di Trump. Questa la spocchia democratica!  

     

  6. Avatar

      

    Pesciolino rosso hai abboccato che è una meraviglia.
    Stammi bene , ma il tuo i commento scritto  dopo l’elezione di Trump,è stato illuminante e la dice lunga sulla tua persona.

    Originariamente inviato da belfagor: ma ancora? Sveglia! L’elezione ha avuto luogo 48 ore fa!!!!! L’America ha un nuovo presidente eletto. Sempre slogan, bohhh  
     

    Originariamente inviato da Consuelo: La metà di loro un branco di miserabili”, le parole della candidata democratica Hillary Clinton indirizzate ai sostenitori di Trump. Questa la spocchia democratica!  

     

     

  7. belfagor

      

    ma ancora? Sveglia! L’elezione ha avuto luogo 48 ore fa!!!!! L’America ha un nuovo presidente eletto. Sempre slogan, bohhh
     

    Originariamente inviato da Consuelo: La metà di loro un branco di miserabili”, le parole della candidata democratica Hillary Clinton indirizzate ai sostenitori di Trump. Questa la spocchia democratica!  

     

  8. Avatar

      

    La metà di loro un branco di miserabili”, le parole della candidata democratica Hillary Clinton indirizzate ai sostenitori di Trump.
    Questa la spocchia democratica!
     

  9. ronin

      

     
    Le elites disprezzano le scelte del popolo
     
    http://www.controinformazione.info/le-elites-disprezzano-le-scelte-del-popolo/
     

    di  Luciano Lago
    Ancora una volta, con la vicenda delle elezioni presidenziali negli USA, si conferma quello che da tempo andiamo riscontrando: il profondo distacco delle elites dal popolo in un processo che vede aumentare sempre di più il solco che segna tale distanza. Il voto dei cittadini, quando contrario alle indicazioni dei grandi “opinion makers”, viene considerato “non in linea” e viene quindi classificato come “populista”, “demagogico e fuorviante”.
    La democrazia viene acettata dal sistema delle centrali dominanti soltanto quando, grazie al bombardamento mediatico, la gente viene convinta a votare seguendo le indicazioni ricevute. Se questo non accade, allora il voto non vien considerato “legittimato” e si scatena la reazione delle proteste manovrate. Esattamente il panorama di quanto sta accadendo negli States dove, a seguito della vittoria di Donald Trump, candidato sgradito all’establishment,  molta gente, aizzata dalle varie ONG di Soros e di altri miliardari collusi con la famiglia Clinton, scende in strada con i cartelli  del “Trump not my President”.
     
    Possibile anche citare come esempio, in Italia, la spocchia delle dichiarazioni di alcuni personaggi politici del PD ( appresi i risultati delle elezioni negli USA), fra i quali qualcuno ha dichiarato “Il suffragio universale comincia a rappresentare un serio pericolo per la civiltà occidentale” e similari giudizi espressi da altri reggicoda del Governo e della classe politica dominante. Queste dichiarazioni (ed altre similari) dimostrano lo snobismo ed il disprezzo della classe elitaria nei confronti dei ceti popolari ed il rifiuto di accettare il concetto base della democrazia per cui ad ogni uomo corrisponde un voto, che sia un operaio o un borghese, per quanto le aspirazioni dei ceti popolari siano distanti dalle utopie astratte e dalle esigenze della elite che compongono la nuova aristocrazia borghese mondialista.
    Jack Dion ha scritto nel suo recente saggio “Le mépris du Peuple” (il disprezzo del popolo) ovvero “Quando i partiti che si succedono al potere si trasformano in strumenti di difesa dell’ordine stabilito (rappresentato dall’establishment), il popolo diventa un nemico, esso simboleggia un pericolo potenziale», dice Dion. Questo è tanto più vero se si considera che le elites di potere hanno perduto il senso della realtà, hanno dimenticato che la società si sta impoverendo e hanno emarginato sempre di più dagli organi decisionali la gente comune. In pratica  il processo globalizzatore ha favorito l’ascesa al potere di una oligarchia che  monopolizza il potere in tutte le sfere della società, da quella economica a quella politica e mediatica.
    Le classi lavoratrici ed i ceti popolari  sono stati abbandonati e disprezzati dalle élites, formate dai funzionari del grande capitale, dagli opinionisti dei media, dagli esponenti (spesso non eletti) della classe politica dominante, coloro che hanno fatto della carriera e dei loro privilegi il loro principale obiettivo di conservazione nel potere. I componenti di questa elite, atraverso le loro fondazioni ( think tank), le cattedre e le docenze, oltre ai media controllati, hanno diffuso la convinzione che non esista alcuna alternativa possibile ai dogmi del neoliberismo e all’estremizzazione del capitalismo (ipercapitalismo) caratterizzato dal mito dei “mercati aperti” e della globalizzazione come processo ineluttabile ed irreversibile.
    Assieme a questi dogmi si insiste con la diffusione sempre maggiore di un linguaggio ” nuovo” (nuovo non significa per forza buono) dove termini come competitività, flessibilità, liberalizzazioni e costo del lavoro sono considerati concetti indiscutibili ma che, di fatto, hanno annientato qualsiasi forma di democrazia, sottomettendo questa all’economia finanziaria ed alle esigenze dei mercati, salvo relegare la persona, la sua dignità, i suoi diritti sociali ad un ruolo subordinato, asservito al grande Capitale.
    Da questo deriva l’assoluta distanza dai problemi reali della gente comune che viene mascherata nella omologazione delle idee alla nuova ideologia globalista e mondialista che viene imposta dall’ordine finanziario che esige, come condizione previa, la rinuncia ad ogni forma di sovranità. In realtà la sovranità che viene dismessa non è soltanto quella della Nazione, che sia dell’Italia o della Spagna o della Grecia ma è anche la perdita della vecchia ed obsoleta (per la elite) sovranità popolare. L’elite deve decidere per conto del popolo, per il suo bene perchè il popolo è incolto, non comprende e si lascia fuorviare dagli agitatori e dai “populisti”.
    L’elite dominante è collegata agli organismi sovranazionali che sono quelli dove si prendono le decisioni che contano, vincolanti per i Governi , ove si prevede che gli Stati nazionali dovranno essere dismessi e le costituzioni dei paesi del Sud Europa “devono essere riformate perchè troppo socialiste” (lo ha scritto la JP Morgan). Il potere di decidere passa dallo Stato e dai governi agli organismi sovranazionali come la Commissione Europea, il FMI, la Banca Mondiale, il WTO, la Goldman Sachs, ecc. ed alle grandi banche, alle agenzie di rating, agli emissori della moneta. In questo processo non c’è spazio per il popolo, che viene considerato come un insieme di consumatori, individui senza volto, meglio se omologati e multiculturalizzati, non in linea con le esigenze dei mercati e del sistema finanziario.
    Questo spiega perchè la possibilità di affidare al voto dei cittadini nelle urne per le scelte importanti è questione che si cerca di evitare o di limitare al massimo. In Italia, ad esempio, si esclude da sempre (per Costituzione) il voto popolare sui  trattati internazionali e le scelte di partecipazione a “missioni internazionali”, naturalmente sempre “umanitarie”. Sono le elite e soltanto loro che possono deciderle e riservarsi la possibilità di stabilire partecipazioni del paese alla guerra  e sanzioni.
    Rimangono però alcune funzioni elettive e di rappresentanza per il popolo, secondo Costituzione, che sono ancora troppo estese. Da qui la necessità di una riforma della Costituzione per restringere l’ambito di aplicazione e riservarlo alle segreterie dei partiti, oltre al  monopolio assoluto delle informazioni attraverso il controllo dei media che consentono di “orientare” le masse.
    Neppure Orwell, ai suoi tempi,  avrebbe progettato un sistema di controllo  tanto efficiente come quello attuale.